RASTIGNANO

 

INFORMAZIONI SUL TERRITORIO PIANORESE

RASTIGNANO

La frazione di Rastignano, in cui è situata anche la chiesa, è suddivisa in piccole zone:

 

via del PaleottoPaleotto - nel comune di Bologna, si trova alla destra del torrente Savena venendo dalla città e prende il nome dalla strada principale che l'attraversa. Scarsamente popolata, sorge ai piedi del Parco omonimo e mette in comunicazione con le frazioni di Jula e di Paderno sui colli bolognesi; inoltre raccorda l'arteria della Futa con la strada di scorrimento della fondovalle del Savena.

 

via BuozziBuozzi - dall'omonima via, sulla sinistra provenendo da Bologna, si inerpica lungo la strada che conduce al monte Calvo e al Parco dei Gessi della Croara in territorio di San Lazzaro di Savena. Dall'arteria della Futa scavalca la ferrovia e si ricongiunge con l'agglomerato di Valleverde; la zona è mediamente abitata.

 

 

il PalazzaccioPalazzaccio - sull'arteria della Futa tra la ferrovia ed il torrente Savena ha rappresentato nella storia fino ad alcuni anni fa, il centro della frazione. Sede di negozi e di servizi, è una zona densamente abitata. Nelle vicinaze sono presenti un complesso con una scuola materna, sportello anagrafico, ambulatorio, aule polivalenti e servizi vari, due parchi pubblici e la stazione ferroviaria per il Servizio ferroviario metropolitano.

 

via del PeroPero - è il proseguimento della zona del Palazzaccio. Zona storica in cui si ricorda la presenza di un mulino, caratteristica questa della valle del Savena, è stata per decenni insediamento di fabbriche ora dismesse. Su queste aree sono stati realizzati o sono in fase di realizzazione palazzi residenziali, adibiti anche ad uffici, servizi, negozi ed attività artigiane. Qui sono situati l'ufficio postale e la scuola media che convoglia ragazzi anche dalle frazioni e paesi limitrofi.

 

 

il Cavallino BiancoCavallino Bianco - proseguendo ancora verso Sud per l'arteria della Futa, la ferrovia scavalca la strada fino ad accostarsi al torrente Savena. Questa zona prende il nome dal caratteristico ristorante. Non è molto popolata, ma è sede di diverse attività artigianali e di commercio. Qui è situata anche la chiesa parrocchiale.

 

Frazione RioloRiolo - è una frazione adiacente a quella di Rastignano che è situata sempre sull'arteria della Futa tra la ferrovia ed il torrente Savena a destra e le colline a sinistra. Mediamente abitata, è per lo più zona residenziale, anche se esistono alcune realtà artigiane; da qui sulla sinistra, sfiorando la zona della Fornace e la strada di raccordo con la Piazza Piccinini, si risale verso il cimitero e oltre fino alle pendici collinari lungo le quali sorge una più esclusiva zona residenziale.

 

via del GalloGallo - è un piccolo agglomerato abitativo sulla sinistra dell'arteria della Futa che costeggia la Ferrovia quando scavalca per la seconda volta la strada. Costituisce il confine meridionale della parrocchia e lambisce la frazione di Carteria di Sesto già sotto l'omonima Parrocchia.

 

 

via della FornaceFornace - è un nuovo insediamento residenziale principalmente composto di villette a schiera che circondano una vecchia fornace di mattoni nella quale sono stati realizzati miniappartamenti ed il cui piano terra viene utilizzato per mostre e convegni. Si trova sulla sinistra dell'arteria della Futa in leggero rialzo rispetto al piano stradale. Ai piedi delle colline, comunica con la nuova zona che costituisce il nuovo centro della frazione.

 

piazza PiccininiPiazza Piccinini - dedicata ad un illustre abitante della frazione distintosi per il suo eroismo nel passato conflitto, costituisce il nuovo centro della frazione. Di recente costruzione, è una zona pressoché residenziale attorno alla piazza costruita ad anfiteatro. Qui sorgono attività commerciali e sono presenti la biblioteca e la scuola elementare di nuova costruzione. Si trova alla sinistra dell'arteria della Futa con la quale comunica mediante un sottopasso sotto la ferrovia ed è in comunicazione con l'area di Valleverde.

 

via ValleverdeValleverde - si trova alla sinistra dell'arteria della Futa oltre la ferrovia; si accede mediante un sottopasso, ma è unita anche alle zone Buozzi a Nord e Piazza Piccinini a Sud. In quest'area, prettamente residenziale, è situata la scuola materna con l'asilo nido. Si snoda lungo l'omonima strada che si inerpica sulle prime propaggini collinari; nella zona pianeggiante sorgono palazzi di densità abitativa elevata, mentre, salendo, questi lasciano il posto a ville più esclusive. In cima a questa via, sorge una cappellina dedicata alla Madonna nella quale vengono celebrate la Messa prefestiva ed una Messa domenicale con esclusione dei mesi estivi.

CHIESA DI RASTIGNANO

La Storia

 

Alcuni cenni storici tratti da: "Le chiese parrocchiali della Diocesi di Bologna" (vol. II anno 1847).

 

 

Ai piedi delle colline che fanno da preludio alll'Appennino Tosco-Emiliano nella valle del torrente Savena da cui prende il nome, il territorio è attraversato dalla strada della Futa, arteria di grande comunicazione che unisce Bologna a Firenze, nonché dalla linea Ferroviaria Direttissima anch'essa collegante Bologna con Firenze.

 

Da un elenco del Monastero nonantolano secondo quanto afferma il celebre Calindri, ricavasi che il distretto il quale ora è conosciuto sotto il nome di Rastignano chiamasi anticamente Lastignano, e pare questo vocabolo derivato dal cognome Latinia che rinviensi nelle iscrizioni di Gruterio riportato dal Malvezzi, quando nel corrompersi il linguaggio latino si diede origine alla lingua italiana. É certo che una famiglia Lastignani fiorì nel terzo secolo in questo distretto, e che ebbe molta influenza nelle cose cittadine, e i cui membri coprirono molte onorevoli cariche nel governo della città di Bologna; ma non si conosce affatto se fosse signora del castello che qui esisteva, e gli desse il suo nome, o se uscita da basso stato si fosse venuto innalzando per acquistate ricchezze, o per servizi prestati alla patria. La notizia più antica che abbiasi di questo luogo è in un curioso istrumento di donazione rinvenuto nell'Archivio dei Padri di san Giovanni in Monte, nel quale appare che i Padri e il Priore di san Vittore sotto il giorno 27 Decembre 1129 diedero una pezza di terra vitata e arativa posta nel comune di Rastignano a Giovanni Silvola e Alda sua moglie col solo patto che essi conduttori ringraziassero ogni anno i detti Padri. Nel 1163 poi i detti Padri ebbero in dono da Pietro di san Ruffillo, e da Bona sua moglie, le loro persone e tutti i beni che possedevano nel comune di san Ruffillo e Rastignano. Da un documento notarile del giorno 8 Settembre 1207 si può conoscere l'esistenza di un castello in questo distretto, poiché si dice: terra aratica in loco detto la Chiusura che fu di Pietro Bono converso di detta Chiesa (san Francesco di Bologna) e della metà di un ortale posto vicino al castello di Rastignano.

 

Il terreno di questo circondario è fertile, producendo molta e preziosa uva, biade di ogni genere, e molte frutta. Fra gli edifizii ad uso civile è da notare un palazzo grandioso della casa De-Bianchi che pure è signora di un altro casino avvii una fontana perenne, che incanalata nel 1651 dal commendatore Baldassarre Sighicelli, venne condotta fino alla strada postale che mette in Toscana a comodo de' passeggeri, e conservasi tuttora al medesimo fine, avendo obbligo la suddetta famiglia di ristaurare la manutenzione quando bisogni.

 

E´ poi deliziosissima la villeggiatura del principe Pio di Savoia, ornata di un palazzo da poco in qua ingrandito, e reso più bello, contornato da magnifico ed elegante giardino, con laghetti, grotte, ed in ogni altro corpo di Fabbrica imitante gli antichi Castelli, e tutto ciò che può concorrere a rendere un soggiorno accetto e piacevole ad abitarvi. Questo distretto è situato a tre miglia e mezzo circa da Bologna fuori di porta santo Stefano, circoscritto dalle parrocchie di san Ruffillo, di Jola, di Sesto, di Montecalvo, della Croara, e comprende in questo mese di Giugno 1847 circa 370 individui, i quali sono civilmente eretti dal comune di Musiano sotto il governo di Bologna.

Giacché per la singolare bontà dell'Eminentissimo Oppizzoni illustre Arcivescovo di Bologna possiamo consultare il ricco e bene ordinato Archivio della lodata Eminenza sua, ne ricaviamo grande aiuto nella compilazione dei cenni storici delle Chiese parrocchiali di Bologna e sua diocesi: e rispetto alla Parrocchiale di Rastignano abbiam rilevato che nel 1378 ivi esistevano due parrocchie, una sulla cima di un monte detto La Sampiera dedicato all'apostolo san Pietro, e l'altra distante circa mezzo miglio sacra a san Girolamo, quella di nomina dei R.R. Canonici di santa Maria di Reno, e questa della illustre casa Ghisilieri. Fino al 1700 avevano avuto dipendenza dalla plebanale di Bologna sotto il quartiere di Porta Ravennate, ma allora essendo Arcivescovo di Bologna il Cardinale Gabriello Paleotti Bolognese, erano passate alla dipendenza del plebanato di san Ruffillo, dal quale dipende tuttora la chiesa di Rastignano. Fu nel 1574 che i parrocchiani del nostro distretto supplicarono il citato Arcivescovo che attesa la vecchiezza del loro tempio minacciante ruina fosse trasportata la sede parrocchiale all'altra di san Girolamo, la qual supplica essendo stata esaudita fu tosto effettuata la traslocazione, ottenuta l'approvazione del santo Pontefice Pio V illustre membro della famiglia citata Ghisiglieri, e quantunque la Chiesa di san Girolamo fosse di suo diritto, tuttavia lo cedè ai R.R. Canonici Renani, e la Parrocchiale conservò il titolo di san Pietro come al presente. Nel 1652 per la Bolla di Innocenzo X che aboliva tutti i piccoli Conventi di campagna e la giurisdizione loro sulle parrocchie, la Chiesa di Rastignano passò ad essere moderata da un sacerdote Secolare; ma nel corso del tempo trovasi Parroco anche un qualche Canonico, come nel 1679 eravi Parroco Don Francesco Ghisilieri bolognese Canonico Renano, e nell'anno 1712 fu Parroco Don Pietro Gualandi di Gaggio di monte Prete secolare, che ivi morì il primo Dicembre 1717; subentrò nuovamente a regolare la nostra Chiesa spiritualmente nel 1718 un Canonico regolare nella persona di Don Ambrogio Montanari; quindi nel 1724 sedè Parroco il Sacerdore secolare Don Lodovico Felice Torri bolognese a cui seguirono altri sette Sacerdoti secolari, e per ottavo l'odierno Parroco Molto Reverendo signor Don Raffaele Biagi che fu nominato dall'Eminentissimo Oppizzoni lì 11 Giugno 1847. Da una nota però venutaci dall'Archivio Arcivescovile sunnominato, abbiamo che i Canonici non hanno mai perduto il diritto di nomina di questa Chiesa, se non alla soppressione loro per fatto dei Francesi, ma che alla ripristinazione dell'ordine la riebbero nuovamente. Al tempo dell'unione di queste due Parrocchie la Chiesa attuale era a travi; fu accresciuta in altezza nel 1784 e messa a volta, e facendo poggiare una grande arcata su due colonne si formò la Cappella maggiore, la quale contiene l'altare di cotto costruito nel 1845 per cura del Parroco Don Giovanni Bolognini che resse questa Chiesa dal 1839 al Maggio 1847, ed è dedicato a san Pietro titolare, il quale è rappresentato in una tela nell'atto di risanare lo storpio; ed è un bel dipinto del Tiarini. Due altari laterali senza Cappella sono nella nostra Chiesa, l'uno de' quali è dedicato alla B.Vergine del Rosario a cui era nel 1718 eretta una confraternita e che ora più non esiste: e l'altro è sacro a san Girolamo. Qualche altro ristauro fu praticato dal detto Parroco Don Bolognini che pure ingrandì e ristaurò la Canonica.

 

Il Cimitero della Chiesa in discorso trovasi presso la medesima in luogo che impediva al Principe Pio di Savoia sunnominato di poter dare il cancello d'introduzione al suo Casino. Questi per ottenere libera la sua entrata concesse, con larga generosità, un pezzo di terreno della semina di una corba ad ingrandimento del terreno spettante al benedizio parrocchiale, e fece a sue spese il nuovo cimitero in luogo poco distante dalla Chiesa. Dai popolani di Rastignano si solenizza specialmente il giorno di 29 di Giugno d'ogni anno perché sacro al santo Apostolo Pietro titolare della loro Chiesa. Nel distretto parrocchiale di questa Chiesa eranvi tre Oratori pubblici, ma al presente non ne esiste che un solo dedicato a sant'Antonio Abate di proprietà della sullodata nobile famiglia De-Bianchi, ed è esso pure sospeso non potendovisi per ora celebrare il santo Sacrifizio.

Orario Messe

Orario Festivo

Sabato (prefestiva)
18:30 presso cappellina in via Valleverde (escluso il terzo Sabato del mese nel periodo da Ottobre ad Aprile)
16:00 in Parrocchia (solo il terzo Sabato del mese nel periodo da Ottobre ad Aprile)
Domenica
08:30 in Parrocchia
10:00 presso cappellina in via Valverde (esclusi i mesi di Luglio - Agosto - Settembre)
11:30 in Parrocchia

Orario Feriale

Lunedì, 18:30 in Parrocchia
Martedì, 18:30 in Parrocchia
Mercoledì, presso le case di riposo
Giovedì, 19:00 in Parrocchia
Venerdì, 09:00 in Parrocchia

 

 


Nuova Chiesa di Rastignano

Le proposte per l’autofinanziamento

 

 

  • Impegno a versare 1 euro al giorno
  • Impegno a versare 500€, il valore di 1 "mattone", entro la fine del 2008
  • Versamento mensile volontario sul conto della Parrocchia:
    conto bancario: Unicredit Banca filiale di Rastignano c/c n. 1210090
    intestato a Parrocchia dei Santi Pietro e Girolamo di Rastignano
    codice IBAN: IT08Z0200837001000001210090
    conto postale: n. 58200783
    intestato a Severino Stagni c/o Parrocchia Santi Pietro e Girolamo , via A. Costa n 65 – 40067 Rastignano
  • Offerte nella buchetta in chiesa con le buste appositamente predisposte
  • Raccolta durante la Messa della 1a domenica del mese
  • Versamento diretto al Parroco

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