LA PUBBLICA ASSISTENZA A PIANORO
PUBBLICA
ASSISTENZA PIANORO
VIA DEL LAVORO 15 40065 PIANORO (BO)
TEL 051-774550 FAX 051-777648
email: pubblicapianoro@pubblicapianoro.it
QUALCUNO STA' MALE?! CHIAMA IL 118
Nel comune di Pianoro il servizio di emergenza sanitaria viene effettuato da
un'ambulanza della Pubblica Assistenza, la cui sigla è PIANORO 47.
Grazie all'impegno dei 120 volontari e dall'inizio di luglio 2001 alla
collaborazione di tre dipendenti, due full time e uno part-time, l'Associazione
riesce a coprire 24 ore al giorno.
Il cittadino pianorese che necessita dell'ambulanza deve comunque chiamare la
centrale operativa del 118.
Gli operatori che ricevono la chiamata raccolgono più informazioni possibili ed
inviano sul posto la nostra ambulanza con tre possibili codici di gravità : VERDE
- GIALLO - ROSSO. Quando la situazione lo richiede la centrale operativa o i
soccorritori della Pianoro 47 possono richiedere l'intervento di una macchina
medicalizzata oppure dell'elicottero (se non impegnati in altri servizi).
Come chiamare un medico
In casa
Tenete il numero di telefono del vostro medico a portata di mano, affisso
accanto al telefono di casa e memorizzato nel cellulare. Chiedetegli d’indicarvi
altri medici da chiamare nel caso in cui non sia disponibile. Chiedetegli,
inoltre, i numeri telefonici della Guardia Medica.
Molti di noi hanno una polizza sanitaria, a volte concessa - per esempio - per
aver aperto un conto corrente presso una banca. Non dimenticatevene: leggete
attentamente i termini assicurativi e le modalità per richiedere un intervento a
domicilio.
Esistono organizzazioni private, presenti ormai su gran parte del territorio
nazionale, che possono offrire assistenza medica generica, specialistica e
infermieristica anche per problemi complessi. Quando richiedete la loro opera
fatevi precisare i tempi d’intervento e il costo.
Il 118 - Emergenza sanitaria
In caso di emergenza telefonate al numero 118.
Mantenete la calma e rispondete chiaramente alle richieste dell’operatore della
Centrale operativa:
condizioni e numero delle persone da soccorrere;
età e sesso dell'infortunato (neonato, bambino, adulto, donna in gravidanza);
indirizzo completo e località;
punti di riferimento ben individuabili (incroci, negozi, ecc.);
numero di telefono da cui si chiama.
Al termine della conversazione riagganciate bene il telefono e tenetelo libero
per eventuali comunicazioni. Assicuratevi che le vie di accesso al luogo in cui
è presente il malato o l’infortunato siano libere da ostacoli e ben illuminate.
Ricordate che una richiesta corretta può salvare una vita.
In strada
Telefonate al 118. In alternativa potete chiamare la Polizia di Stato al 113 o i
Carabinieri al 112. In caso di incidente stradale mantenete la calma:
fermatevi a non meno di 10 metri di distanza, lasciando lo spazio necessario ai
mezzi di soccorso. Spegnete il motore e azionate il lampeggio d’emergenza;
segnalate l’incidente agli altri automobilisti in arrivo e mettete il triangolo
rosso ad almeno 50 metri;
i feriti a bordo dei veicoli o sulla strada non devono essere rimossi se non in
caso di pericolo d’incendio, devono essere coperti e rassicurati;
non date da bere;
non fumate;
chiamate o fate chiamare il 118 da un qualsiasi telefono, in autostrada dalle
colonnine di servizio, per radio tramite un camionista.
Quando telefonate indicate sempre:
numero o nome della strada;
distanza approssimativa dalla città o dal centro abitato;
i punti di riferimento più vicini;
quanti feriti e quanti mezzi sono coinvolti;
quanti feriti sono imprigionati;
circostanze ambientali (presenza di benzina e/o sostanze tossiche, nebbia,
ghiaccio, ecc.).
In una città che non conoscete. Viaggiando all’estero
Chiedete alla direzione dell’albergo di chiamare un medico e informatevi sul
costo. Oppure telefonate alla Guardia Medica o al 118. In Italia e nella
Comunità Europea portate sempre con voi la Tessera Sanitaria.
All'estero, se ne avete il tempo, telefonate all’ambasciata o al consolato
italiano, chiedendo il nome e il numero di telefono di un medico di fiducia
Gli elementi di base
del soccorso
Non spostate mai una persona ferita, specialmente se le ferite sono state
causate da una caduta o da un altro incidente, se ciò non è assolutamente
necessario per evitarle un ulteriore pericolo. Non giratela, non sollevatela,
non tiratela fuori da un’automobile danneggiata, ma esortatela a stare calma e a
non muoversi. Se ha riportato lesioni interne o fratture della colonna
vertebrale, un movimento non necessario potrebbe ucciderla o paralizzarla. Se
siete costretti a spostarla, leggete Trasporto di un ferito.
Agite rapidamente se l’infortunato ha una forte emorragia o se ha cessato di
respirare. Ogni secondo è importante in caso di avvelenamento da gas o shock da
folgorazione. Una persona, per esempio, può morire tre minuti dopo che ha
cessato di respirare, se non le vengono praticate le manovre di rianimazione.
Chiedete l’aiuto di un medico o del 118. Se possibile mandate qualcuno a
chiamare un dottore o l’ambulanza mentre voi eseguite le prime cure. Il medico
deve essere informato della natura dell’incidente e dirà che cosa si deve fare
in attesa del suo arrivo.
Sappiate che le situazioni di reale e immediato pericolo per la vita
dell'infortunato non sono molto frequenti. Nella maggior parte dei casi, quindi,
potete limitarvi a tenere il paziente sdraiato e tranquillo mentre attendete i
soccorsi.
Rassicurate l’infortunato e rimanete calmi voi stessi. La vostra calma può
convincerlo che tutto procede a dovere. Questa convinzione può ridurre l’ansia e
affrettare un miglioramento.
Esaminate l’infortunato con prudenza. Tagliate i vestiti, se è necessario, per
evitargli movimenti o maggior dolore. Non togliete indumenti dalle parti del
corpo ustionate. Se ha vomitato, e non c’è pericolo che abbia fratture del collo,
girategli da un lato la testa per prevenire l’eventuale soffocamento o fategli
assumere la posizione laterale di sicurezza. Tenetelo caldo con coperte o
indumenti, ma non copritelo troppo e non servitevi di fonti di calore dirette.
Non forzate una persona parzialmente cosciente o incosciente a bere: i liquidi
potrebbero entrarle nella trachea e soffocarla. Non date mai bevande alcoliche
come primo soccorso. Non cercate di far riavere una persona svenuta
schiaffeggiandola, gridando o scuotendola violentemente. Non date bevande
alcoliche come primo soccorso.
Aspettatevi sempre lo shock e preparatevi a combatterlo.
Il trasporto di una persona ferita
da parte di chi non è addestrato a farlo, anche se effettuato con il proposito
di affrettare le cure mediche, può arrecare danni imprevedibili e gravissimi.
Chiamate i soccorsi e coprite il paziente con coperte o indumenti. Non cercate
di cambiare posizione all’infortunato finché non sia accertata dal medico la
natura delle lesioni, a meno che sia assolutamente necessario spostarlo per
evitargli danni ulteriori.
Affrontate il rischio di muovere comunque l’infortunato quando si trova a faccia
in giù e ha bisogno di essere rianimato o ha difficoltà a respirare per la
presenza di acqua o fango, quando si trova in posizione supina, a faccia in su,
e la respirazione è ostacolata dal rilasciamento della lingua o dalla presenza
di vomito o di altri materiali organici, quando c’è un fattore ambientale come
il pericolo di un incendio, di una esplosione, ecc.
Valutate la possibilità di adottare la posizione laterale di sicurezza. Se
sospettate una lesione spinale e l’infortunato deve essere messo al sicuro, se
siete da soli e non avete alternative, spostatelo nel senso della lunghezza, non
di fianco, mantenendo la testa immobilizzata ed allineata col collo e col dorso.
Se deve essere sollevato, non piegatelo alzando soltando la testa e i piedi ma
fatevi aiutare almeno da altre due persone e ruotate o sollevate tutto il corpo,
in modo da mantenere sempre in asse il capo, il collo e il tronco.
Non caricate un ferito grave in un automobile per affrettarvi ad arrivare
nell’abitato più vicino.
Se deve assolutamente essere trasportato, improvvisate una barella. La cosa
migliore può essere una porta o un'asse larga e robusta. In mancanza di ciò,
fate una barella con coperte e bastoni per mezzo di giacche abbottonate con le
maniche rovesciate all’interno e i bastoni infilati dentro le maniche. Servitevi
di una sedia (portata da due persone) per trasportare un ferito giù per una
scala stretta o a chiocciola.
Quando date notizia di un incidente, informate il medico o il personale del 118
della natura dell’incidente stesso e delle ferite. Chiedete consiglio sul
procedimento più sicuro da seguire. Se vi sono dubbi, lasciate il ferito dov’è
fino all’arrivo dei soccorsi, assicurandovi che sia al sicuro da altri pericoli.
EMORAGIA
Consiste in una perdita di sangue per traumi, ferite o malattie.
Se ne avete la possibilità, proteggetevi almeno con dei guanti impermeabili.
Tenete sdraiato il soggetto per prevenire lo svenimento. Per arrestare
l’emorragia premete fortemente sulla ferita con tutta la mano una compressa di
garza sterile (o un assorbente igienico o un asciugamano di bucato o infine la
cosa più pulita che avete a portata di mano). Se la compressa s’imbeve di sangue,
aggiungetene un’altra direttamente sopra alla prima e continuate a premere.
Se l’emorragia da un braccio o da una gamba non si arresta con la pressione
diretta sulla ferita, cercate d’interrompere la circolazione nell’arteria che
apporta il sangue all’arto, premendo fortemente su di essa con il pollice o con
il palmo della mano. Ci sono quattro punti in cui è agevole esercitare una
pressione diretta sulle arterie. Non tentate, però, di comprimere arterie nel
caso di ferite al capo, al collo o al torace.
Non provate ad usare un laccio emostatico, se non siete stati addestrati a farlo.
Infatti, il suo uso può essere pericoloso perché viene a privare tutti i tessuti
a valle di ogni apporto di ossigeno. Normalmente si usa un tubo di gomma o di
altro materiale elastico. In caso di necessità si possono usare anche ampie
strisce di stoffa o cinture di cuoio, mentre sono da evitare i materiali rigidi
e sottili come spago, filo di ferro, nylon, ecc. Si applica solo in caso di
amputazione o semi amputazione di un arto; emorragia inarrestabile anche dopo
aver compresso l’arteria che porta il sangue all’arto; schiacciamento (il laccio
va applicato prima di togliere il peso che grava sull’arto). Non serve
applicarlo all’avambraccio (sotto il gomito) o alla gamba (sotto il ginocchio):
se lo dovete usare, ricordatevi di stringerlo sul braccio o sulla coscia dove
risulta più efficace e un po’ meno dannoso. Segnatevi l’ora.
Quando l’emorragia si è arrestata, fissate la compressa di garza al suo posto
con una fasciatura stretta, non tanto però da non sentire il polso al di sotto
della ferita. Il polso rappresenta l'impulso del battito cardiaco e indica che
il sangue arteriosa sta circolando. Lasciate al medico il compito di pulire e
medicare la ferita. Fate molta attenzione a ogni sintomo di shock.
Per evitare l’infezione non toccate la ferita con materiale non sterile e con le
mani non accuratamente lavate. Tuttavia, in casi urgenti potreste non avere
altra scelta. Un adulto di media corporatura ha da cinque a sei litri di sangue.
La perdita di un litro o di un litro e mezzo di sangue può avere gravi
conseguenze. Perciò potete trovarvi nella necessita di agire rapidamente, usando
ogni mezzo a vostra disposizione.
In caso di malattie con perdita di sangue dalla bocca o dall'ano, l'unica cosa
che potete fare in attesa dei soccorsi è l'applicazione di una borsa del
ghiaccio.
Fratture
Tenete al caldo l’infortunato mentre attendete i soccorsi e, se è necessario,
combattete lo shock. Applicate una borsa di ghiaccio sulla zona dolente. Se
l'estremità dell’osso fratturato sporge dalla pelle e l’emorragia è grave,
fermatela ma non cercate di riportare l’osso al suo posto. Non tentate di pulire
la ferita. Nei casi in cui è ragionevole prevedere un ritardo nei soccorsi e
l’infortunato deve essere trasportato per ricevere le cure del caso, la frattura
deve essere immobilizzata con stecche per evitare danni maggiori. Come stecche,
usate tutto ciò che può servire a tenere ferme le ossa fratturate: cartone,
giornali o riviste per le braccia, manici di scopa o assi per le gambe.
Adoperate stecche abbastanza lunghe da giungere oltre le articolazioni che sono
al di sopra e al di sotto della frattura.
Se l’arto deve essere raddrizzato prima di poter applicare le stecche, reggetelo
con una mano dall’uno e dall’altro lato della frattura, mentre qualcuno lo
metterà con delicatezza nella posizione più naturale possibile. Imbottite le
stecche improvvisate con cotone idrofilo o stracci puliti e legatele al loro
posto saldamente (ma non troppo strette), con bende, cinture, cravatte o strisce
d’indumenti.
Le stecche servono esclusivamente per immobilizzare la frattura: lasciatene la
riduzione al medico.
Quando è possibile non immobilizzate la frattura e non muovete affatto il
paziente. Se si tratta di una frattura della colonna cervicale o dorsale, del
bacino o del cranio non tentate di muovere il paziente.
Non pensate che non vi siano fratture soltanto perché l’infortunato può muovere
l’articolazione o l’arto leso. Per evitare complicazioni, chiamate subito il
medico o l’ambulanza.

