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Loiano,
stupendo comune limutrofo al comune di
pianoro, che si incunea negli apennini
tosco emiliani con borghi davvero
incantevoli, da visitare nelel gite fuori
porta domenicali.
Anconella Raggiungibile sia da
Sabbioni che dalla strada di fondo-valle
Savena. Nucleo di pregio
storico-ambientale. Pare che sia ricordata
come "Ancona" fra le dipendenze
della corte di Scanello, localita'
presente in un elenco risalente al
1120-1150 conservato a Pisa e riportante i
servizi dovuti alla chiesa pisana da
questo suo possesso bolognese. Nel 1249
viene segnalata la comunita' e nel 1288
"Anthonella" e' elencata tra le
podesterie del contado bolognese, mentre
l'anno dopo, 1289, la localita' "Anthecellam"
e' compresa nella podesteria maggiore di
Scaricalsino. Anconella fu poi unita al
comune di Scascoli; nel Seicento la
maggior parte delle sue case apparteneva
alla famiglia Berti. Il nucleo abitato
presenta un impianto urbanistico e diversi
edifici di particolare interesse. Nel
caratteristico fabbricato dell'osteria con
portico antistante, rimane all'interno un
camino, con lo stemma Bentivoglio e
decorazioni floreali, databile tra la fine
del Quattrocento e inizio Cinquecento. Si
segnala una casa torre con cornicione in
cotto e finestra datata "1525".
Notabili anche diverse grotte scavate
nell'arenaria, dette 'buse nelle lastre'
un tempo abitazioni e ricoveri, utilizzate
anche come rifugi nel periodo bellico; la
piu' grande ha un profondita' di 15 m.
circa e termina con una nicchia conclusa
da un architrave datato 1901. Importante
dal punto di vista storico e' la Chiesina,
ampliata nel Settecento ed i resti di un
antico oratorio risalente al Trecento.
Barbarolo Si
trova al confine settentrionale del comune
di Loiano, leggermente verso la valle
dello Zena rispetto alla statale della
Futa. Fin dai tempi piu' remoti fu un
Comune indipendente nella sua
organizzazione interna ed amministrativa.
Il 24 novembre 891 il "pago
Barbarorum" insieme con quelli di
Monte Cerere, Brento e Gesso, fu donato in
proprieta' e giurisdizione a Titelmo di
Titelmo dall'Imperatore Guigo. Vediamo
cosi' come esso fosse centro pagense,
compreso in una "iudiciaria"
comprendente le alte vallate dei fiumi da
Savena a Santerno e luogo fortificato,
forse di origine bizantina. Barbarolo, e'
do*****entato per tutto l'Alto Medioevo
non tanto come centro abitato ma quasi
unicamente come Pieve. Pieve di SS.
Pietro e Paolo. Antichissima pieve
prende quasi certamente il nome da uno
stanziamento di popolazioni germaniche,
probabilmente longobarde. Il 27 marzo 1034
il marchese Bonifacio di Toscana si
impegno' a vendere a Moghefredo di Ubaldo
duecento tornature poste "infra plebe
S. Petri qui vocatum Barbarolum". I
possedimenti del marchese Bonifacio nella
zona passarono alla figlia Matilde di
Canossa che nel 1078 li dono', con il
paese di Scanello,
alla chiesa di Pisa. Nel 1116 l'Imperatore
Enirio confermo' ai canonici di S. Pietro
di Bologna la meta' delle decime di tutta
la Pieve di Barbarolo. Infine nel 1289
"Barbarolum sive Poreclum" e'
incluso con diversi altri luoghi vicini
nella podesteria di Scaricalasino. Alla
Pieve erano soggette nel 1366, 22 chiese e
3 ospedali. Dalla fine del Quattrocento
l'arciprete di Barbarolo ebbe il titolo di
Abate. Dell'originale edificio
protoromanico restano tracce di
eccezionale valore coeve alla cripta di S.
Maria di Montovolo: sono visibili
capitelli ad intreccio di fogliame,
risalenti probabilmente al decimo secolo.
L'attuale struttura dovuta a rifacimenti
del Sette-Ottocento altera la lettura
d'insieme di questa opera. Fino a tempi
relativamente recenti Barbarolo ha
costituito, con i suoi borghetti e le
numerose case sparse, il borgo piu'
popoloso dell'intero comune, piu' dello
stesso capoluogo. A testimoniare
dell'importanza e della vitalita' di
questo centro ricordiamo che proprio a
Barbarolo fu fondata nel 1902, ed ebbe
sede per oltre mezzo secolo, la Cassa
rurale di depositi e prestiti, attualmento
Banca di Credito Coperativo, trasferitasi
nel capoluogo nel 1958.
Bibulano Borgo
posto sulla destra del Savena, sulla
strada che da questo fiume sale a Loiano.
E' una localita' abitata sicuramente fin
dai tempi antichi, come testimonia il suo
nome, di fondo gentilizio romano, di cui
pero' rimangono scarse memorie scritte. La
comunita' e' menzionata la prima volta in
un do*****ento del 1223. A questo periodo
risale la fondazione della chiesa: da
antichi do*****enti si sa che fin verso il
Seicento la popolazione di Bibulano era
divisa in due parrocchie: quella di S.
Andrea e quella di S. Maria. Nel XVII sec.
la prima fu demolita, e la parrocchia
rimase quella di S. Maria Assunta.
La Guarda Posto
in posizione dominante rispetto alla
strada nazionale, primo borgo che si
incontra venendo da Bologna, nato
probabilmente come edificio fortificato
con funzioni di avvistamento (da qui il
toponimo) si e' poi, nel tempo, esteso ad
agglomerato di case. Nucleo storico citato
nel 1315. Centro funzionale alla
viabilita': a meta' del XVI sec. vi erano
tre ricoveri per viandanti e pellegrini.
L'insieme degli edifici presenta un
notevole valore ambientale.Il primo
edificio, sulla sinistra per chi viene da
Bologna, e' il piu' antico ed e'
caratterizzato da un ampio portico
sorretto da colonne quadrate, in mattoni,
sormontate da grosse travi di quercia e
finestrelle cinquecentesche. Su una porta
si puo' notare un architrave di pietra
recante la data 1520 contornata da un
segno ottogonale e, ai lati, due stelle a
cinque punti di foggia etrusca, La
tradizione vuole che nell'oratorio, posto
sempre sotto il portico, abbia celebrato
la Messa San Carlo Borromeo, in occasione
del suo pellegrinaggio alla volta di Roma.
Caratteristica la strettoia all'ingresso
dell'abitato. Ca' della Guarda.
edificio databile al XVI o XVII sec.,
affiancato da un altro piu' recente.
Costituiscono un nucleo di notevole
livello ambientale al bivio fra due
percorsi medioevale e settecentesco della
strada che conduceva a Firenze.
Quinzano Anche
Quinzano, borgo situato all'estremita'
orientale del Comune di Loiano, presso le
sorgenti del torrente Zena, ha chiaramente
origini romane (Fundus quintianus). Da
segnalare un ottimo esemplare di
casa-torre, le cui porte e finestre (di
antico stile medioevale) testimoniano come
si trattasse di una costruzione di un
certo rango e di un certo valore
architettonico. Da centro Quinzano parte
una strada che, incuneandosi nella vallata
dello Zena, raggiunge l'area archeologica
di Monte Bibele
Roncastaldo
Posto sull'antica strada postale che
attraverso Loiano e Scaricalasino (Monghidoro)
conduceva in Toscana, il borgo di
Roncastaldo viene citato nel 1135 in un
contratto di enfiteusi di "Gandulfino
de vico Roncastaldo". Nel 1289
Roncastaldo e' compreso insieme a diverse
localita' vicine, nella podesteria di
Scaricalasino. Nel medioevo il castello di
Roncastaldo insieme a Loiano e
Scaricalasino fu sede del capitano del
Popolo e luogo dove venne sancito
l'accordo fra Bologna e Firenze per
combattere Pistoia. Da Roncastaldo veniva
il notaio Giacomo Panzacchi che nel 1276
stipulo' l'accordo fra la famiglia
ghibellina degli Ubaldini, proprietaria
tra Savena e Idice di circa una trentina
di castelli, e la famiglia guelfa dei
Geremei che comandava a quel tempo a
Bologna. Roncastaldo borgo di passaggio e
terra da sempre di rinomate locande e
antiche osteria.L'abitato, con chiesa
parrochiale dedicata a S, Lorenzo, e'
formato dall'aggregazione di piccole
borgate.
Sabbioni Posta
sulla strada statale della Futa in
direzione Bologna. Piccolo nucleo storico
citato nel 1315 come localita' sulla
strada di Toscana, ebbe una stazione di
sosta con osteria. Nel 1412 era una
"villa" (borgo con diversi
edifici) e vi abitava Cristoforo di
Denticherio dei nobili di Loiano i cui
discendenti, esenti come nobili dalle
imposte dei fumenti ancora nel Cinqucento,
assunsero i cognomi di Bertoni. S. Fabiano
e S. Sebastiano la preservarone dalla
peste descritta da Manzoni, e da allora
essi ne sono divenuti i patroni. Un
edificio costeggiava la strada sulla
sinistra e sulla facciata si aprivano ben
nove arcate dietro le quali trovavano
posto la trattoria, la
"bottega", gli ingressi alle
abitazioni e alle stalle dei muli, che
servivano a trainare diligenze e carri di
li' a Loiano. Ricostruito dopo un incendio
causato dall'ultima guerra, perdette sei
dei suoi preziosi archi, ma non la sua
antica destinazione di bottega ed osteria.
Di fronte a questo edificio, sotto un
architrave monolitica che porta ancora in
rilievo i simboli del fabbro e del
moniscalco, vi era l'ingresso di
un'osteria e di un negozietto di
alimentari. Da ricordare altri due
fabbricati rurali, uno di questi presenta
un interessante paramento murario
trecentesco e, nell'adiacente fienile, il
residuo di un architrave seicentesco
recante inciso il monogramma di Cristo.
Scanello
Scanello ha sicuramente origini molto
antiche e non e' improbabile che vi fosse
un vico romano. Indizio di questo e'
l'esistenza di "fundi romani"
che hanno lasciato il nome antico :
Vezzano (Fundus Vezzianus), Gnazzano (Fundus
Ignatianus). Dopo il Mille una parte del
"castello e corte" di Scanello
appartenne a Bonifazio marchese di Toscana
che nel 1024 fece per essa una transazione
con Magifredo d'Ubaldo. La chiesa
parrocchiale di Scanello, dedicata a San
Giovanni Battista, sorge su un altopiano
lungo la strada provinciale che da Loiano
conduce a Quinzano
e a San Benedetto del Querceto. E' da
ritenersi molto antica, anche se l'attuale
edificio risale al XVIII sec., essendo
quello precedente stato completamente
demolito verso la meta' del Seicento.
Vicino alla chiesa di Scanello c'e' una
localita', chiamata Ca' di Priami, nelle
cui adiacenze si erge una piccola sommita'
che porta il nome di Castelluccio. Il nome
stesso fa supporre che qui esistessero il
castello e la corte di Scanello: il luogo
prescelto non poteva essere piu'
favorevole. Da quassu' si possono passare
in rassegna le principali montagne della
valle dell'Idice e di quelle del Savena,
fino all'alto appennino da un lato, e alle
colline che fanno da cornice a Bologna
dall'altro.
Scascoli
Raggiungibile sia da Sabbioni che dalla
fondo-valle Savena, il borgo di Scascoli
si presenta come uno dei piu' suggestivi
per la sua posizione. Le prime notizie su
questo luogo si hanno nel 1233, da un
rogito di una vendita di terreni fra
Rodofeno di Guidotto di Scascoli con il
massaro dell'ospedale di Livergnana.
L'attuale chiesa dei SS. Stefano e Martino
e' stata ricostruita dopo le devastazioni
belliche, grazie all'opera di Don Eugenio
Andreoli, curato di Scascoli dal 1942 fino
al 1987. Per la facciata vennero
utilizzate le pietre squadrate di arenarie
della distrutta chiesa di S. Ansano di
Brento. L'altare maggiore invece,
disegnato proprio da Don Eugenio con fine
gusto classico, fu realizzato tramite la
fusione di bossoli d'ottone delle
artiglierie americane. Proseguendo per la
strada che scende verso il Savena, si
possono raggiungere ed ammirare le
maestose Gole di Scascoli, che sovrastano
il corso del Savena.
Da segnalare i Giardini del Casoncello che
meritano sicuramente una visita.
(Pagine
tratte dalla guida "LOIANO : storia,
cultura e tempo libero", edita dal
Comune - 1992 e dallo studio La Strada di
Toscana: Riqualificazione del sistema
della direttrice della Futa, Arteas
Progetti - 1995 ) "
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